PANIFICAZIONE: INDUSTRIE
(Federpanificatori)

Contratto nazionale di lavoro

Per il personale comunque dipendente da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari.

Addì, 19 luglio 2005

TRA

·      la Federazione Italiana Panificatori, Panificatori Pasticcieri ed Affini rappresentata dal Presidente Edvino Jerian, dal Vicepresidente Luigina Barabino, da Angelo Civaschi, da Claudio Fierro, Antonio Ventura, Franco Santini, Marco Zelco, Roberto Alvaro, Carlo Pasquali.

 E

·      la FAI-CISL rappresentata dal Segretario Nazionale Augusto Cianfoni, da Giovanni Mattoccia e Attilio Cornelli;

·      la UILA-UIL rappresentata dal Responsabile di settore Guido Majrone, da Antonio Mattei e Maurizio Vezzani;

accordo Contrattuale
19 luglio 2005

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le Parti convengono che rimangono immodificati i seguenti articoli del testo contrattuale siglato in data 2 giugno 2000.
Le Parti convengono altresì di procedere all’integrazione complessiva del testo di Accordo di rinnovo del 19/7/2005 con le parti immodificate di seguito elencate del testo contrattuale del 2/6/2000 nonché di provvedere alla rinumerazione dell’articolato complessivo risultante.

Art. 1 Sfera di applicazioneNon modificato

Art. 2 Procedure per il rinnovo del CCNL

"

Art. 3 Informazione e confronto

"

Art. 4 Strumenti nazionali

"

Art. 5 Osservatorio Nazionale del Settore Panificazione

"

Art. 6 Commissione Paritetica Nazionale

"

Art. 7 Commissione Paritetica Nazionale - Procedure

"

Art. 7 bis R.S.U. nelle aziende con più di 15 dipendenti

"

Art. 8 Diritti di informazione

"

Art. 9 Secondo livello di contrattazione

"
Art. 10 Contrattazione di II° livello relativa ai panifici ad indirizzo produttivo industriale"

Art. 11 Esame congiunto territoriale (regionale o provinciale)

"

Art. 12 Commissioni Paritetiche territoriali (regionali o provinciali)

"
Art. 12 bis Sicurezza nei luoghi di lavoro - Regolamento per l’elezione e l’attività dei delegati dei lavoratori alla sicurezza (RLS)."
Art. 13 Tempo determinatoModificato

Art. 14 Contratti di formazione e lavoro

Abrogato

Art. 15 Contratto di inserimento

Modificato

Art. 15 bis Somministrazione di lavoro

Modificato (lav. temp)
Art. 16 Distribuzione di materiale sindacale e contatti con i lavoratori"

Art. 16 bis Diritto di Assemblea

Nuovo inserimento

Art. 17 Convenzioni INAIL

Non modificato

Art. 18 Contributi sindacali

"

Art. 19 Aspettative per cariche sindacali e pubbliche elettive

"

Art. 20 Permessi sindacali

"
Art. 21 Permessi sindacali relativamente ai lavoratori dipendenti da panifici ad indirizzo produttivo industriale"

Art. 22 Classificazione del personale

"

Art. 23 Classificazione del personale dipendente da panifici ad indirizzo produttivo industriale

"

Art. 24 Composizione delle squadre nella panificazione

"

Art. 25 Assunzione

Modificato

Art. 26 Esclusione delle quote di riserva

Non Modificato

Art. 27 Periodo di prova

"

Art. 28 Disciplina dell’apprendistato

"

Art. 29 Orario di lavoro

 

"

 Art. 30 Fissazione dell’orario

"

Art. 31  Flessibilità dell’orario di lavoro

"

Art. 32  Lavoro a tempo parziale

Modificato

Art. 33  Lavoro straordinario

Modificato

Art. 34  Lavoro notturno e lavoratore notturno

Non Modificato

Art. 34 bis Lavoro notturno e lavoratore notturno - Maggiorazioni

"

Art. 35  Lavoro festivo e domenicale

"

Art. 35 bis Flessibilità dell’orario di lavoro  domenicale

"

Art. 36  Cumulabilità delle maggiorazioni

"

Art. 37  Ferie

Modificato

Art. 38  Festività nazionali ed infrasettimanali

"

Art. 39  Congedo matrimoniale

Non Modificato

Art. 40  Lavoratori studenti

"

Art. 41  Chiamata alle armi

Abrogato

Art. 42  Richiamo alle armi

"

Art. 43  Assicurazioni sociali

Non Modificato
Art. 44  Infortuni sul lavoro relativamente ai lavoratori dipendenti da panifici ad  indirizzo produttivo industriale"

Art. 45  Trattamento di malattia e di infortunio

Modificato

Art. 45 bis Disposizioni relative a malattia e ad infortunio non sul lavoro

Non Modificato

Art. 45 ter Malattia insorta durante le ferie

"

Art. 46 Periodo di conservazione del posto

"
Art. 47 Casse mutue per l’integrazione del trattamento economico di malattia e  di  infortunio"

Art. 48 Gravidanza e puerperio

"
Art. 49 Paghe base nazionaliModificato
Art. 50 Paghe base nazionali dei lavoratori dipendenti da panifici ad indirizzo produttivo industriale"
Art. 51 Scatti di anzianità per i lavoratori dipendenti da panifici ad indirizzo produttivo industriale"

Art. 52 Ex indennità di contingenza ed E.D.R.

"

Art. 52 bis Una tantum

"

Art.  53 13ª e 14ª  mensilità

Non Modificato

Art.  54 Preavviso di risoluzione del rapporto di lavoro

"

Art.  55 Trattamento di fine rapporto

"
Art.  55 bis TFR - AnticipazioniNuovo Inserimento

Art.  56 Prestazioni integrative

Non Modificato

Art.  57 Disciplina dei turnisti panettieri

"

Art.  58 Disciplina del lavoro dei minori

"

Art.  59 Assenze

"

Art.  60 Diritti e doveri

"

Art.  61 Provvedimenti disciplinari

"

Art.  62 Parità uomo-donna

"
Art.  63 Molestie sessuali"

Art.  64 Lavoratori extracomunitari

Modificato

Art.  65 Mancanza di energia elettrica

Non Modificato

Art.  66 Trasferimento di azienda o ramo di azienda

Modificato

Art.  67 Indumenti di lavoro

Non Modificato
Art.  68 Decorrenza e durataModificato
Art.  69 Disposizioni finaliNon Modificato

TITOLO III :  MERCATO DEL LAVORO

Premessa
Le parti, con la sottoscrizione del presente contratto, hanno inteso promuovere e potenziare le occasioni di impiego conseguibili mediante il possibile ricorso a una pluralità di strumenti in grado di soddisfare le esigenze rispettive delle imprese e dei lavoratori.
Obiettivo condiviso è quello di valorizzare le potenzialità produttive ed occupazionali del mercato del lavoro, con particolare riferimento al personale femminile, mediante interventi che facilitino l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
La presente disciplina sostituisce ad ogni effetto quanto previsto dall’art. 17 “Disciplina del lavoro in panificazione nei giorni precedenti la chiusura degli esercizi” del CCNL stipulato il 15 maggio 1991.

Art. 13 – Tempo determinato
Il ricorso al contratto a tempo determinato è consentito nel rispetto di quanto previsto dal D.lgs. 6 settembre 2001, n. 368 e dalle ulteriori norme di legge regolanti tale tipologia contrattuale.
I lavoratori a tempo determinato dovranno ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi all’esecuzione del lavoro.
Il contratto dovrà essere sottoscritto dalle parti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, salvo quanto previsto dall’art.1 comma 4 del Dlgs n. 368/2001, e dovrà essere consegnato in copia al lavoratore entro gg. 5 dall’inizio della prestazione.
Il testo contrattuale, fermo restando il rispetto dei restanti presupposti di legge disciplinati dal D.lgs. 6 settembre 2001, n. 368, dovrà indicare espressamente le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano l’apposizione del termine.
IL numero dei contratti a tempo determinato non potrà superare i seguenti limiti:

lavoro a tempo indeterminatolavoro a tempo determinato
da 1 a 103 unità
da 11 a 2530%
da 26 a 408 unità
da 41 a 6020%
da 61 a 8012 unità
da 81 e oltre15%

Per il calcolo degli scaglioni del comma precedente, la base di computo è costituita dai lavoratori a tempo indeterminato iscritti a libro matricola all’atto dell’assunzione dei lavoratori a tempo determinato.
Sono esenti dalle limitazioni quantitative sopra disciplinate  le tipologie contrattuali previste dall’art. 10, n. 7, punti da a) a d) e dall’art. 10 n. 8 del D.lgs 368/2001.
Ai sensi dell’art. 10 lett. a) del D.lgs 368/2001 la fase di avvio di nuove attività è determinata in mesi 24 a far data dalla prima assunzione relativa all’unità produttiva interessata.
Ferme restando le esenzioni sopra menzionate, le aziende a conduzione familiare che non abbiano dipendenti a tempo indeterminato possono comunque assumere sino a tre dipendenti a tempo determinato.
Fatte salve le prime tre assunzioni, nell’ ipotesi di ulteriori assunzioni di lavoratori con contratto a termine per attività di carattere stagionale, i datori di lavoro formuleranno prioritariamente proposta occupazionale ai lavoratori con i quali nella stagione precedente sia intercorso contratto di lavoro a termine alle medesime condizioni e che abbiano espresso, entro 30 giorni dalla cessazione contrattuale, richiesta di eventuale riassunzione a termine.

Art. 15 Contratto di inserimento
I contratti di inserimento possono essere stipulati ai sensi degli artt. 54 – 59 del D.lgs. 276/03 e,  per la parte non difformemente disciplinata dal presente contratto, ai sensi dell’Accordo Interconfederale dell’11.2.2004.
Per quanto rileva ai fini del presente Contratto, possono assumere – tra gli altri - con tale tipologia contrattuale:
a)      le imprese;
b)      i consorzi tra imprese;
c)      i gruppi di imprese
Possono essere assunti con contratto di inserimento o reinserimento:
a)      soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni;
b)      disoccupati di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni;
c)      lavoratori con più di cinquanta anni di età che siano privi di un posto di lavoro;
d)      lavoratori che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni;
e)      donne di qualsiasi età residenti in una area geografica il cui tasso di occupazione femminile,  determinato con apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro  della Economia e delle Finanze, sia inferiore almeno del 20% di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10% quello maschile;
f)        persone affette, ai sensi della normativa vigente, da un grave handicap fisico, mentale o psichico.
Qualora nei diciotto mesi precedenti l’assunzione sia venuto a scadere più di un contratto di inserimento, le imprese, i consorzi tra imprese o i gruppi di imprese per poter assumere con contratto di inserimento o reinserimento, devono aver mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui contratto di inserimento/reinserimento sia venuto a scadere nell’arco temporale sopra specificato.
Nelle imprese del settore industriale tale percentuale è incrementata al 70%.
A tal fine non si computano
-         i lavoratori che si siano dimessi;
-         i lavoratori licenziati per giusta causa;
-         i contratti risolti nel corso o al termine del periodo di prova;
-         i lavoratori che abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
-         i contratti non trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato in misura pari a 4 contratti;
Si considerano mantenuti in servizio i soggetti per i quali il rapporto di lavoro sia stato trasformato a tempo indeterminato nel corso del contratto di inserimento/reinserimento.
L’assunzione delle categorie di persone indicate all’art. 54, punto 1 lett. a-f , deve avvenire mediante stipula di contratto in forma scritta nel quale deve essere specificamente indicato il progetto individuale di inserimento, definito con il consenso del lavoratore, da allegarsi al contratto previa sottoscrizione del lavoratore stesso nel caso di redazione in atto separato, nel cui ambito dovranno essere specificati:
a)      la qualificazione al conseguimento della quale è preordinato il progetto di inserimento/reinserimento oggetto del contratto;
b)      la durata e le modalità della formazione, da svolgersi a cura del datore di lavoro o di tutor da menzionare nel progetto. Quest’ultimo dovrà avere inquadramento contrattuale almeno pari al livello da conseguire dal lavoratore al termine del contratto di inserimento o reinserimento.
La formazione dovrà  essere impartita con le seguenti modalità:
almeno 24 ore complessive di formazione, effettuate anche con modalità e-learning, che dovranno essere ripartite tra formazione antinfortunistica, da impartirsi necessariamente nella fase iniziale del rapporto, disciplina del rapporto di lavoro con elementi di conoscenza del contratto collettivo (diritti e doveri del lavoratore), addestramento specifico connesso alle mansioni;

*

Inoltre, nel contratto dovranno essere specificati:
-         la durata, che deve essere ricompresa tra un minimo di 9 mesi ed un massimo di 18 mesi, ed in particolare
1.      ai livelli A3 e B3, livelli IV e V la durata massima sarà di 12 mesi;
2.      ai livelli A2 e B2 livelli IIIA e IIIB la durata massima sarà di 15 mesi;
3.      ai livelli A1 e B1 I e II livello la durata massima sarà di 18 mesi;
La durata massima è di 36 mesi per i lavoratori di cui all’art. 54, comma 1, lett. f. Il contratto è prorogabile entro i limiti di durata massima complessiva sopra citati, ma non è rinnovabile tra le stesse parti.

-         Contratti di reinserimento
Per i lavoratori che nell’arco dei 12 mesi precedenti abbiano avuto, nell’ambito di aziende operanti nel medesimo settore della panificazione, esperienze di lavoro dipendente non inferiori a mesi 3 continuativi,  con documentato inquadramento contrattale omogeneo a quello offerto dalla nuova azienda, la durata del contratto non potrà eccedere i 9 mesi.

-         L’orario di lavoro, da determinarsi in base alle vigenti disposizioni di legge ed alla regolamentazione prevista dal presente contratto nazionale di lavoro, in funzione che si tratti di contratto a tempo pieno o tempo parziale.

-         Il periodo di prova, la cui clausola dovrà specificare le mansioni da svolgere nel corso del periodo di prova  e la durata della prova stessa, che comunque non potrà eccedere quella prevista dal presente contratto collettivo per la categoria ed il livello di inquadramento da conseguire a seguito del compiuto svolgimento del contratto di inserimento.

-         L’inquadramento contrattuale del lavoratore, che durante il contratto di inserimento non potrà essere inferiore per più di due livelli alla categoria spettante, ai sensi della vigente contrattazione collettiva, ai lavoratori addetti alle mansioni e funzioni costituenti espresso obiettivo del contratto di inserimento sottoscritto.      

Nel corso del contratto di reinserimento, l’inquadramento contrattuale del lavoratore non potrà essere inferiore di più di un livello alla categoria spettante, ai sensi della vigente contrattazione collettiva, ai lavoratori addetti alle mansioni e funzioni costituenti espresso obiettivo del contratto di reinserimento sottoscritto.
La regolamentazione contrattuale sopra trascritta al fine di disciplinare l’inquadramento dei lavoratori all’atto dell’assunzione con contratto di inserimento/reinserimento è applicabile anche alle lavoratrici di cui al punto sub e) del comma 1,  art. 54 d.lgs. 276/03 e successive modificazioni ed integrazio

-          Il trattamento di malattia ed  infortunio non sul lavoro
Il periodo di conservazione del posto di lavoro per i casi di malattia ed infortunio è pari a 100 giorni di assenza, anche non continuativi, per i contratti di 18 mesi e lo è di 80 giorni per tutti gli altri contratti. Trascorsi i predetti archi temporali sarà facoltà dell’azienda risolvere il rapporto di lavoro.

-         Il trattamento economico e normativo del personale assunto con contratto di inserimento o reinserimento, compatibilmente con la natura e la speciale disciplina del contratto, non comporterà l’esclusione dai benefici connessi a eventuali servizi aziendali o indennità sostitutive degli stessi  regolamentati dalla contrattazione collettiva anche  aziendale, né dalle maggiorazioni contrattualmente previste in relazione alle effettive modalità di erogazione della prestazione ( lavoro festivo, notturno, etc).

Anzianità di servizio: Nel caso di trasformazione in contratto a tempo indeterminato del contratto di inserimento o reinserimento, il periodo lavorativo regolamentato da detta tipologia contrattuale sarà computato nell’anzianità di servizio ai fini degli istituti di legge e di contratto, con espressa esclusione degli aumenti periodici di anzianità o delle eventuali clausole contrattuali che prevedano promozioni automatiche collegate alla permanenza del lavoratore per un determinato, arco temporale, nel livello di inquadramento.

Attestazione dell’attività svolta: Al termine del contratto di inserimento/reinserimento la direzione aziendale attesterà l’attività prestata e le competenze acquisite nel “libretto formativo del cittadino” o, nelle more dell’operatività della relativa normativa, con atto redatto dal datore di lavoro o da suo incaricato che sarà consegnato al lavoratore unitamente alle spettanze di fine rapporto.

Art. 15 bis  - Somministrazione di lavoro
a) a tempo determinato
Le imprese possono ricorrere al contratto di somministrazione a tempo determinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore. Il ricorso a contratti di lavoro somministrato a tempo determinato è altresì ammesso per:
a.    esigenze produttive temporanee per le quali è consentito il ricorso al contratto a termine secondo la legislazione vigente o le vigenti disposizioni contrattuali;
b.    esecuzione di un’opera, di un servizio o di un appalto definiti o predeterminati nel tempo;
c.    temporanea utilizzazione in qualifiche previste dai normali assetti produttivi aziendali, ma temporaneamente scoperte, per il periodo necessario al reperimento sul mercato del lavoro del personale occorrente;
d.    aumento temporaneo delle attività derivanti da richieste di mercato, dall’acquisizione di commesse, dal lancio di nuovi prodotti o anche indotte dall’attività di altri settori;
e.    esecuzione di commesse che, per la specificità del prodotto o delle lavorazioni, richiedano l’impiego di professionalità e specializzazione diverse da quelle impiegate o che presentino carattere eccezionale o che siano carenti sul mercato del lavoro locale.
f.      sostituzione di lavoratori assenti o temporaneamente inidonei;
g.    manutenzione straordinaria e mantenimento e ripristino della funzionalità degli impianti;
I lavoratori somministrati a tempo determinato non potranno superare  in media trimestrale il 10% dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in atto nell’impresa. La limitazione non opera per i contratti di somministrazione relativi al caso sub f.
L’eventuale frazione di unità derivante dal rapporto percentuale di cui sopra è arrotondata all’unità intera superiore.
Nei casi in cui i rapporti percentuali di cui sopra diano un numero inferiore a 10, resta ferma la possibilità di intrattenere fino a  5 contratti per il settore della panificazione industriale e 3 per il settore  non industriale.
L’azienda utilizzatrice comunica preventivamente alle RSU o, in mancanza, alle OO.SS. territoriali aderenti alle Associazioni sindacali firmatarie del CCNL, il numero e i motivi del ricorso al lavoro temporaneo.
Ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità la predetta comunicazione sarà effettuata dall’azienda utilizzatrice entro i cinque giorni successivi alla stipula del contratto di fornitura.
Inoltre, una volta l’anno, anche per il tramite dell’associazione imprenditoriale alla quale aderisce o conferisce mandato, l’azienda utilizzatrice fornisce agli stessi destinatari di cui sopra il numero e i motivi dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.
Al fine di procedere al monitoraggio circa la diffusione del ricorso al lavoro temporaneo, l’Associazione imprenditoriale fornirà, una volta all’anno, all’Osservatorio nazionale i dati aggregati relativi ai motivi, alle qualifiche ed alle durate medie dei contratti di lavoro temporaneo stipulati nel territorio di competenza.

Art. 16 bis
Il diritto di assemblea è disciplinato dalla Legge 20-5-1970, n. 300. Quale condizione di miglior favore, in presenza dei presupposti di legge, vengono riconosciute a titolo di diritto di assemblea 12 ore annue retribuite da usufruirsi da parte delle OO.SS stipulanti il presente CCNL.

Art. 25  Assunzione
L'assunzione in servizio verrà effettuata ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
Ogni prestatore d'opera deve essere adibito al lavoro derivantegli dalla sua qualifica e categoria, così come convenuto al momento dell'assunzione o successivamente e risultante da atto scritto in relazione alla pluralità delle mansioni. In casi eccezionali può essere adibito a mansioni diverse e retribuito in relazione alle mansioni effettivamente prestate.
All'atto dell'assunzione il dipendente è tenuto a consegnare i seguenti documenti:
a)      documenti di iscrizione ad Enti di previdenza ed assistenza ove prescritti;
b)      libretto di idoneità sanitaria o documento equivalente;
c)      stato di famiglia aggiornato e documenti di attribuzione del numero di codice fiscale;
Il datore di lavoro potrà inoltre richiedere altri documenti utili in relazione alle mansioni cui il lavoratore viene assegnato, (es. certificato penale per il cassiere, ecc).
E' fatto obbligo al lavoratore dichiarare al datore di lavoro la propria residenza e dimora nonché notificare tempestivamente i successivi mutamenti.
 

TITOLO IX: Apprendistato

Art. 28 disciplina dell’apprendistato
PREMESSA
Le parti, alla luce del disegno normativo che, attraverso la revisione e razionalizzazione dei rapporti di lavoro con contenuto formativo, in conformità con le direttive dell’Unione Europea, ha condotto all’emanazione dell’art. 16 della legge 19 luglio 1997 n.196 in materia di promozione dell’occupazione e  del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni ed integrazioni, riconoscono nel contratto di apprendistato uno strumento prioritario per l’acquisizione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa, nonché per il collegamento tra il sistema di istruzione obbligatorio ed universitario ed il mondo produttivo.
Ferme restando le disposizioni in materia di diritto-dovere di istruzione e di formazione, il contratto di apprendistato e' definito secondo le seguenti tipologie:
a) contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;
b) contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento  tecnico-professionale;
c) contratto di apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di  alta formazione.
Per il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione e per il contratto di apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, le parti attueranno quanto sarà definito in materia dalle Regioni, anche all’esito della completa attuazione della legge 53/2003.
Nelle more dell’emanazione da parte di tutte le Regioni della regolamentazione dei profili formativi e, con riferimento all’apprendistato di tipo a) e c), della regolamentazione relativa alla durata massima delle predette tipologie contrattuali, le parti concordano la seguente disciplina sperimentale dell’istituto dell’apprendistato definito professionalizzante, al fine di favorire l’incontro di domanda ed offerta di lavoro nel settore ai sensi della normativa dettata dall’art. 49, comma 5 bis del d.lgs 10/9/2003 n. 276.
Le parti si danno, altresì, atto che la normativa contrattuale in tema di apprendistato dovrà essere coordinata con la regolamentazione dei profili formativi emanata dalle singole Regioni.

Il contratto di apprendistato è disciplinato dalla vigente normativa di legge alla quale le parti operano espresso riferimento. Pertanto le norme contrattuali di seguito trascritte non intendono apportare deroghe pattizie alla normativa di legge con riferimento a facoltà e prerogative per le quali non sono consentite deroghe da parte dell’autonomia contrattuale.

Assunzione
Ai fini dell’assunzione di un lavoratore apprendista è necessario un contratto scritto, nel quale devono essere indicati: la prestazione oggetto del contratto, il periodo di prova, il livello di inquadramento iniziale e quello finale, la qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto, la durata del periodo di apprendistato, nonché il piano formativo individuale.

Contratto di apprendistato professionalizzante – limiti di età
Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato con i giovani di età compresa fra i 18 ed i 29 anni e 364 giorni, ovvero a partire dal compimento dei 17 anni se in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi della legge n. 28 marzo 2003 n. 53, ed è finalizzato alla qualificazione dei lavoratori attraverso un percorso di formazione per l’acquisizione di conoscenze di base, trasversali e tecnico-professionali.
Ai sensi ed alle condizioni previste dalla legislazione vigente è possibile instaurare rapporti di apprendistato con giovani in possesso di titolo di studio, anche post – obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all'attività da svolgere.

Apprendistato - sfera di applicazione
L'apprendistato professionalizzante è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nel gruppo A e nel gruppo B, dal primo al terzo livello delle rispettive classificazioni del personale, con esclusione delle figure professionali A4 e B4.

Durata dell'apprendistato
Il rapporto di apprendistato ha le seguenti durate in relazione alle qualifiche da conseguire:
A1, B1, ……………… ………………. 72 mesi per le imprese artigiane
I e II livello……………………………..60 mesi per i panifici ad indirizzo industriale.
A2, B2, livelli IIIA e IIIB…...………..…48 mesi
A3, B3, livelli IV e V……….……..........40 mesi
Il datore di lavoro è tenuto a comunicare entro 5 giorni al competente Centro per l’impiego di cui al Decreto legislativo n.469/97, i nominativi degli apprendisti ai quali sia stata attribuita la qualifica.
Il datore di lavoro è tenuto altresì a comunicare al competente Centro per l’impiego i nominativi degli apprendisti di cui per qualunque motivo sia cessato il rapporto di lavoro, entro il termine di cinque giorni dalla cessazione stessa.

Riconoscimento dei precedenti periodi di apprendistato
Il periodo di apprendistato effettuato presso altre aziende sarà computato presso la nuova, ai fini del completamento del periodo prescritto dal presente contratto, purché l'addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra un periodo e l'altro, una interruzione superiore ad un anno. Le parti convengono, sulla base di quanto previsto dalla vigente legislazione, che i periodi di apprendistato svolti nell'ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione si sommano con quelli dell'apprendistato professionalizzante, fermo restando i limiti massimi di durata.
Il riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali, sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna o interna alla impresa, verrà determinato in conformità alla regolamentazione dei profili formativi, rimessa alle Regioni ed alle Province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell’articolo 49, comma 5 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
In attesa della definizione delle modalità di attuazione dell’articolo 2, lett. i), del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n.276, la registrazione delle competenze acquisite sarà opportunamente effettuata a cura del datore di lavoro o di un suo delegato.

Proporzione numerica
Il numero di apprendisti che il datore di lavoro ha facoltà di occupare nella propria azienda non può superare il 100 per cento dei lavoratori specializzati e qualificati in  servizio presso l’azienda stessa.
Il datore di lavoro che non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o ne ha meno di 3, può assumere apprendisti in numero non superiore a 3.
Nelle imprese artigiane trovano applicazione, in deroga a quanto previsto nei capoversi precedenti, le disposizioni di cui all’art. 4 della L. 8/8/1985, n. 443.

Periodo di prova
Si applica la normativa contrattuale prevista dall’art. 27 in relazione ai lavoratori non apprendisti. Durante il periodo di prova è reciproco il diritto di risolvere il rapporto di lavoro senza preavviso. Compiuto il periodo di prova l’assunzione dell’apprendista diviene definitiva.

Trattamento normativo
L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal presente contratto per i lavoratori della qualifica di inquadramento, fatte salve le deroghe previste da norme di legge e di contratto.
Durante il rapporto di apprendistato la categoria di inquadramento del lavoratore non potrà essere inferiore, per più di due livelli, alla categoria spettante, in applicazione del presente CCNL, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto.
La promozione automatica al livello intermedio interverrà, a far data dal mese successivo a quello di compimento, delle scadenze temporali di seguito specificate:
A1, B1………………………..………...43 mesi per le imprese artigiane;
I e II livello………………………..…….36 mesi per i panifici ad indirizzo industriale;
A2, B2, livelli IIIA e IIIB…...………...…30 mesi;
A3, B3, livelli IV e V……….……...........24 mesi.

Fatte salve specifiche previsioni di legge o del presente CCNL, gli apprendisti sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative ed istituti.
 Il datore di lavoro non può recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, ferma restando la facoltà per il medesimo di recedere dal rapporto contrattuale al termine del periodo di apprendistato ai sensi dell’art. 2118 c.c..

Trattamento economico
Le retribuzioni degli apprendisti sono pari alle percentuali di seguito specificate in corrispondenza agli archi temporali di applicazione delle stesse. Ai fini della determinazione della retribuzione, la percentuale si applica sui seguenti elementi retributivi propri del lavoratore non apprendista avente inquadramento corrispondente a quello al conseguimento del quale è finalizzato il contratto: paga base, ex indennità di contingenza, E.D.R., eventuali elementi derivanti dalla contrattazione di II livello:
Ø      65%....................primi dodici mesi;
Ø      80%....................dal tredicesimo al ventiquattresimo mese;
Ø      90%.................... dal venticinquesimo al quarantottesimo mese.
Ø      95%....................dal quarantanovesimo fino alla cessazione del contratto.
Il compenso dell’apprendista non può essere computato secondo tariffe di cottimo.

Principi generali in materia di formazione dell’apprendistato professionalizzante
Per formazione formale si intende l’esito di un percorso con obiettivi professionalizzanti da realizzarsi, attraverso modalità di formazione interna, secondo percorsi di formazione strutturati on the job ed in affiancamento, o esterna presso struttura accreditate, finalizzato all’acquisizione dell’insieme delle corrispondenti competenze.  A tal fine, considerata la fascia di età cui è rivolto l’istituto, le eventuali competenze trasversali – di base da acquisire sono individuate, quanto a contenuti e durata della relativa formazione, in stretta correlazione con gli obiettivi di professionalizzazione,  avuto riguardo al profilo di conoscenze e di competenze possedute in ingresso.
L’obbligo di formazione per l’apprendista potrà essere adempiuto anche tramite lo strumento della formazione a distanza e strumenti di e-learning.

Formazione: durata
L’impegno formativo dell’apprendista è determinato, per l’apprendistato professionalizzante, in un monte di formazione interna o esterna all’azienda, di 120 ore per anno.
Al secondo livello di contrattazione potrà essere stabilito un differente impegno formativo e/o specifiche modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna, in coerenza con le cadenze dei periodi lavorativi, tenendo conto delle esigenze determinate dalle fluttuazioni stagionali dell’attività.
Le attività formative svolte presso più datori di lavoro, così come quelle svolte presso gli Istituti di formazione accreditati, si cumulano ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi.
E’ in facoltà dell’azienda anticipare in tutto o in parte le ore di formazione previste per gli anni successivi. Le ore di formazione di cui al presente articolo sono comprese nell’orario normale di lavoro.

Formazione: contenuti
Le attività formative sono articolate in contenuti a carattere trasversale di base e contenuti a carattere professionalizzante.
Il recupero eventuale di conoscenze linguistiche/matematiche sarà effettuato all’interno dei moduli trasversali di base e tecnico-professionali.
Le attività formative a carattere trasversale di base dovranno perseguire gli obiettivi formativi articolati nelle seguenti quattro aree di contenuti:
- competenze relazionali
- organizzazione ed economia
- disciplina del rapporto di lavoro
- sicurezza sul lavoro
I contenuti e le competenze tecnico-professionali da conseguire mediante esperienza di lavoro dovranno essere definiti sulla base dei seguenti obiettivi formativi:
- conoscere i prodotti e servizi di settore e contesto aziendale
- conoscere e saper applicare le basi tecniche e scientifiche della professionalità
- conoscere e saper utilizzare tecniche e metodi di lavoro
- conoscere e saper utilizzare strumenti e tecnologie di lavoro (attrezzature, macchinari e strumenti di lavoro)
- conoscere ed utilizzare misure di sicurezza individuale e tutela ambientale ed igiene
-  conoscere le innovazioni di prodotto, di processo e di contesto.
Con riferimento alla disciplina formativa le parti convengono che i contraenti del contratto di apprendistato, ai fini della formulazione del piano individuale di formazione, applicheranno la normativa regionale o provinciale emanata, anche in via sperimentale, per l’apprendistato professionalizzante. In assenza della relativa normativa regionale o provinciale, ai sensi del comma 5-bis dell’art. 49 d.lgs. 276/03, le parti potranno determinare il contenuto della formazione ai sensi del presente contratto collettivo e del rinvio che le parti stipulanti operano, alla luce della circolare n. 30/2005 del Ministero del Lavoro, ai DD.MM. 8 aprile 1998 e 20 maggio 1999 ed ai moduli formativi elaborati da ISFOL sulla scorta della predetta normativa per affine settore merceleogico.
Inoltre le Parti, considerato il carattere sperimentale del presente accordo, convengono sulla opportunità di costituire un gruppo di lavoro paritetico nell’ambito dell’ Osservatorio Nazionale e strutture bilaterali per l’aggiornamento dei contenuti dell’attività formativa degli apprendisti.

Tutor
Il datore di lavoro provvederà a nominare un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate in relazione al percorso formativo concordato ed alla qualifica di destinazione dell’apprendista.

Norma transitoria
Agli apprendisti assunti precedentemente alla data di entrata in vigore del presente contratto continueranno ad applicarsi le disposizioni di cui al ccnl 2 giugno 2000.

Rinvio alla legge
Per quanto non disciplinato dal presente contratto in materia di apprendistato e di istruzione professionale, le parti fanno espresso riferimento alle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in materia. Resta ferma la disciplina assistenziale e previdenziale prevista dalla L.19/1/1955 n. 25, e successive modificazioni ed integrazioni.

Dichiarazioni a verbale
Le parte si danno reciprocamente atto che, qualora intervenissero disposizioni in materia di formazione per l’apprendistato non compatibili con l’impianto contrattuale, si incontreranno tempestivamente per valutare eventuali armonizzazioni.

Art. 29  Orario di lavoro  
L’orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali.
1.      Ai sensi dell’art. 4 comma 2 del D.Lgs 8 aprile 2003 n. 66 la durata media dell’orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario.
2.       La durata media dell’ orario di lavoro di cui al punto 1  deve essere calcolata con riferimento ad un periodo non superiore a 26 settimane. L’arco temporale di riferimento per il predetto calcolo potrà essere variato dalla contrattazione collettiva di secondo livello fra le Parti stipulanti il presente contratto, a fronte di specifiche  ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro da enunciarsi formalmente nei verbali di accordo.
3.      Ai sensi dell’art. 4, comma 5 del Dlgs.66/03, per le unità produttive che occupano più di dieci dipendenti le aziende comunicano alla competente DPL il superamento delle 48 ore di lavoro settimanale, ove intervenuto mediante ricorso al lavoro straordinario, alla scadenza del periodo semestrale di cui al punto sub 2 che precede.
4.  La durata massima per singola settimana dell’orario di lavoro non potrà superare in ogni caso le 54 ore, comprese le ore di lavoro straordinario, salvo diverso accordo di secondo livello fra le Parti stipulanti il presente contratto.
5.      Fermo restando l'orario normale di lavoro come definito al comma 1, tutti i lavoratori matureranno per dodicesimi 28 ore annue di permessi retribuiti.
6.      Tali permessi verranno goduti da ogni singolo lavoratore per gruppi di 8 ore o frazioni di esse tenendo conto delle esigenze di continuità dell'attività produttiva.
7.      Tali permessi verranno goduti da ogni singolo lavoratore per gruppi di 8 ore o frazioni di esse tenendo conto delle esigenze di continuità dell'attività produttiva.

Art. 30  Fissazione dell'orario
1.      Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente contratto in materia, il datore di lavoro fisserà gli orari di lavoro secondo le esigenze produttive dell'azienda.
2.       Resta inteso che, per quanto riguarda il lavoro straordinario, nel caso di ricorso a regime di orario flessibile, esso decorrerà dalla prima ora successiva all'orario definito e comunicato ai lavoratori e ai loro rappresentanti sindacali.

Art. 31  Flessibilità dell'orario di lavoro
1.      Alla luce delle peculiarità tecnico produttive del settore della panificazione che impongono incrementi connessi anche ad eventi non nella disponibilità delle aziende, al fine di soddisfare esigenze connesse alle variazioni di intensità dell'attività lavorativa e nell'intento di dare massima applicabilità alla flessibilità dell'orario di lavoro, l'azienda potrà realizzare regimi di orario diversi rispetto all'articolazione prescelta ai sensi dell’art. 29, con il superamento dell’orario contrattuale sino al limite di 48 ore settimanali e fino ad un massimo di 96 ore annuali.
2.      Nell'ambito del II livello di contrattazione possono essere realizzate intese per il superamento dei limiti di cui al precedente comma.
3.      A fronte della prestazione di ore aggiuntive ai sensi dei precedenti commi,  l'azienda riconoscerà ai lavoratori interessati, nel corso dell'anno ed in periodi di minore intensità lavorativa, una pari entità di ore di riduzione, con la stessa articolazione settimanale prevista per i periodi di superamento dell'orario contrattuale.
4.      I lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all'orario settimanale contrattuale sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione dell'orario contrattuale. Agli stessi verranno  riconosciute ulteriori 9 ore di permessi  annuali che saranno proporzionati sulla base delle prestazioni effettuate in regime di flessibilità.
5.      Nell’ambito della calendarizzazione l’azienda illustrerà il programma annuale di applicazione della flessibilità all’Osservatorio Nazionale ed Organizzazioni Sindacali competenti. Comunicherà altresì tempestivamente le eventuali variazioni allo stesso.
Ai fini dell'applicazione del programma di flessibilità di cui al presente articolo, per anno si intende il periodo di 12 mesi seguente la data di avvio del programma stesso.

Art 32 Lavoro a tempo parziale
Per lavoro a tempo parziale si intende un rapporto di lavoro con orario che risulti comunque inferiore al normale orario di lavoro ai sensi dell’art. 29.
Le tipologie di rapporto di lavoro a tempo parziale sono le seguenti:
Ø      orizzontale: quello in cui la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in relazione all’orario normale giornaliero;
Ø      verticale: quello in cui l’attività lavorativa sia svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese, dell’anno;
Ø      misto: quello che si svolge secondo una combinazione del lavoro parziale orizzontale e verticale.
L'instaurazione del rapporto a tempo parziale, a tempo determinato od indeterminato, presuppone la volontà delle parti e dovrà risultare da atto scritto. La forma scritta è prevista anche per la formalizzazione della volontà delle parti, da convalidarsi da parte della Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio, con l’assistenza di un RSA/RSU o di rappresentante territoriale delle OO.SS - se richiesto dal lavoratore - , di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
Nel contratto di lavoro a tempo parziale dovranno essere indicati:
1) il periodo di prova per i nuovi assunti;
2) la durata della prestazione lavorativa ridotta e le relative modalità da ricondurre ai regimi di orario esistenti in azienda;
3)  il trattamento economico e normativo secondo criteri di proporzionalità all'entità della prestazione lavorativa;
4) puntuale indicazione della durata della prestazione lavorativa e della collocazione dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno, fermo restando quanto previsto dall’art. 3, comma 7, d.lgs. 61/2000 e successive modificazioni.

Reversibilità e precedenze
Nel rapporto di lavoro a tempo parziale, con l’eccezione del diritto alla trasformazione per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, disciplinato dall’art. 12 bis del d.lgs. n. 61/2000, la reversibilità della prestazione da tempo parziale a tempo pieno in relazione alle esigenze aziendali, quando sia compatibile con le mansioni svolte e/o da svolgere, presuppone la volontà delle parti. Queste ultime potranno concordare termini e condizioni per l’eventuale rientro a tempo pieno del dipendente, con facoltà dell’azienda di assumere a termine altro personale per il completamento del normale orario di lavoro per l’arco temporale interessato delle intese.
Il datore di lavoro, che intenda effettuare assunzione di personale a tempo parziale, fornirà tempestiva informazione al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno occupato in unità produttive site nello stesso ambito comunale, anche mediante comunicazione scritta da affiggersi in luogo accessibile a tutti nei locali dell’impresa, ed a prendere in considerazione l’eventuali domande di  trasformazione a tempo parziale del rapporto dei dipendenti a tempo pieno.
Il contratto individuale di lavoro può prevedere un diritto di precedenza in favore dei lavoratori assunti a tempo parziale in attività presso unità produttive site nello stesso ambito comunale, adibiti alle stesse mansioni od a mansioni equivalenti rispetto a quelle per le quali è prevista l’assunzione.
 

Relazioni sindacali
Il datore di lavoro informa – per il tramite dell’Associazione datoriale - con cadenza annuale, le rappresentanze sindacali aziendali, o in mancanza,  le OS territoriali, sull’andamento delle assunzioni a tempo parziale, la relativa tipologia e il ricorso al lavoro supplementare.

Periodo di comporto per malattia e infortunio
Nel rispetto di quanto previsto dall’art. 4, lett. a) del d. lgs. 61/2000 le parti prevedono che nel rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale si applicano le stesse disposizioni previste dall’art. 46 del presente contratto, e pertanto il comporto è fissato in 180 giorni, anche in caso di diverse malattie, nei 12 mesi precedenti.
Nel rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo non superiore nell’arco dell’anno solare alla metà delle giornate lavorative concordate fra le parti in un anno solare, indipendentemente dalla durata giornaliera dell’orario di lavoro in esse prevista.

Lavoro supplementare e straordinario
In considerazione delle specifiche esigenze organizzative, produttive e sostitutive che caratterizzano il settore, il datore di lavoro, nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale o misto con riferimento, per quest’ultima tipologia, alle giornate lavorative con orario ridotto rispetto all’orario normale, ha facoltà di richiedere lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare rispetto alla prestazione lavorativa concordata per:
Ø      sostituzione di lavoratori assenti;
Ø      punte di più intensa attività connesse a richieste di mercato indifferibili od a situazioni straordinarie che non sia possibile evadere con il normale organico aziendale;
Ø      esecuzione di servizi definiti definiti e predeterminati nel tempo cui non sia possibile sopperire con il normale organico;
Ø      necessità di sostituzione di titolari, soci, familiari e collaboratori in genere per i quali non vige rapporto di lavoro subordinato.
Ai sensi del secondo e terzo comma dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 61/2000 e successive modifiche, sono autorizzate prestazioni di lavoro supplementare sino alla concorrenza dell’orario normale di cui all’art. 29 e seguenti del presente CCNL.
Per i lavoratori che svolgono un rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto, anche a tempo determinato, è consentito lo svolgimento di prestazioni lavorative straordinarie, intendendosi per tali quelle eccedenti il normale orario di lavoro settimanale previsto dal presente contratto.
Per i lavoratori che svolgono un rapporto di lavoro a tempo parziale in ragione di anno, con una prestazione che si articola per uno o più mesi a tempo pieno è consentita, durante tali periodi, la effettuazione di lavoro straordinario.
Le prestazioni di lavoro straordinario sono disciplinate ai sensi della vigente disciplina legale e contrattuale per i lavoratori a tempo pieno.
Le ore di lavoro supplementare sono retribuite con una percentuale di maggiorazione sull’importo della retribuzione oraria globale di fatto pari al 5%. Le parti concordano  che la maggiorazione fissata è omnicomprensiva ed esclude ogni incidenza della retribuzione delle ore supplementari sugli istituti retributivi indiretti e differiti (es. TFR).  

Clausole flessibili ed elastiche
In applicazione di quanto previsto dall’art. 2, comma 2 e dall’art. 3, commi 7, 8 e 9 del d. lgs. 61/2000 e successive modificazioni ed integrazioni, le parti del contratto individuale di lavoro, con specifico patto scritto – anche contestuale al contratto di lavoro - e con espressa indicazione della data, potranno prevedere clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione.
Nell’accordo devono essere indicate le ragioni di carattere tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo che autorizzano all’applicazione delle clausole flessibili od elastiche.
Su richiesta del lavoratore, questi dovrà essere assistito dal componente della rappresentanza sindacale aziendale dal medesimo lavoratore indicato.
Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo vertica